Ha un cognome ingombrante, ma essere figlio di Michele Placido non ha ostacolato Brenno Placido nel raggiungimento dei suoi obiettivi personali e professionali. 'Non è così scontato che in una famiglia si seguano le orme del padre - racconta il giovane attore all’Ansa -. Questo è un mestiere in cui davvero devi avere una vocazione. Ti mette in una posizione scomoda, che può essere bellissima ma anche molto dolorosa. Ma mio padre è mio padre e basta. Non riesco a vederlo in altro modo. Un rapporto difficile se siamo in tournée insieme, proprio perché continuiamo a essere padre e figlio. Ma bellissimo perché mi segue sempre quando lavoro, felice per ciò che faccio. D'altronde, è un po' come se rivedesse se stesso in me'.

Brenno sarà in scena a teatro a partire dal 30 agosto con 'Jacopo Ortis', trasposizione del romanzo epistolare di Ugo Foscolo: 'Io, in verità, alla scuola inglese non l'avevo letto - ammette -. Ma credo anche che a 16 anni non si possa davvero capire. Si è presi da altro. Io avevo difficoltà a leggere Shakespeare. A meno che non lo vedi a teatro, allora entri in profondità. È uno dei motivi per cui dovrebbero introdurre il teatro a scuola'

Chissà come mai, in tv e al cinema Brenno è spesso protagonista di ruoli tormentati: 'Forse è un mio limite cercare parti così - conclude -. Mi piacerebbe anche fare una commedia e una performance che coinvolga anche altre arti, come la musica. Ma in fondo Jacopo mi assomiglia. A parte il naso, siamo uguali. E condivido molto della sua visione. È un pessimista, anche se a volte i pessimisti semplicemente vedono la realtà oggettiva'.

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