Susan Sarandon sferra un nuovo attacco al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

La star di Hollywood - un anno fa arrestata durante un sit-in di proteste contro le separazioni dei figli dalle madri migranti -, ha definito il tyccon la 'caricatura di un fascista', tornando a criticare le politiche del tycoon e il suo atteggiamento ostile nei confronti di minoranze e diversità.

'Quello che esce dalla sua bocca è così ridicolo, così stupido che ogni tanto sono tentata di ridere - ha dichiarato la Sarandon al nuovo numero di Vanity Fair, in uscita oggi 10 luglio -. Ma sta causando troppi danni e questo lo rende meno divertente. Trump è la caricatura di un fascista. Non penso che si renda nemmeno conto delle sue azioni. Gli importa solo una cosa: stare al centro del palcoscenico di un mondo che non comprende. È terrificante che non sappia mai chi ha di fronte e il suo background. Non ha il senso della storia e non ha il senso del luogo'.

Nell’approdo di Trump alla Casa Bianca è responsabile anche la stampa, che ormai sembra essersi arresa agli approcci energici dell’imprenditore.

'(…) non esiste più il giornalismo negli Stati Uniti - prosegue l’attrice -. I giornalisti hanno perso il senso della sfida e lui può dire quello che vuole, può mentire tutto il tempo, senza conseguenze. Sono i giovani la speranza: non guardano i media del mainstream, vivono online ed entrano in contatto con informazioni diverse. Quando voteranno, le cose cambieranno in America'.

Intanto Susan torna sul grande schermo con il nuovo film 'La mia vita con John F. Donovan', diretto dal regista Xavier Dolan.

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