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David Harbour torna a parlare apertamente di salute mentale.
L'attore, noto al grande pubblico per il ruolo dello sceriffo Hopper in 'Stranger Things', ha raccontato in una recente intervista come la psicoterapia intensiva abbia avuto un impatto decisivo sul suo equilibrio psicologico.
Harbour, che in passato ha condiviso pubblicamente la propria esperienza con il disturbo bipolare, spiega di essere in terapia da molti anni. 'Sono in cura dal 1999, da quando ho smesso di bere', racconta. La sobrietà, raggiunta in un momento di grande precarietà economica, lo ha costretto ad affrontare nodi profondi: 'Quando ho smesso di bere, molti demoni sono venuti a galla'. Anche allora, nonostante le difficoltà, riusciva a lavorare settimanalmente con un assistente sociale clinico grazie a un sistema di tariffe agevolate.
La vera svolta, però, arriva solo di recente. 'Solo ultimamente ho iniziato una psicoterapia intensa, e ha fatto una differenza enorme nel mio trattamento', spiega l'attore. Un percorso strutturato che combina diverse tecniche mirate a riconoscere e modificare schemi di pensiero disfunzionali, come descritto anche dalla Cleveland Clinic.
Harbour sottolinea come il cambiamento non sia legato solo alla terapia in sé, ma anche alla qualità dei professionisti incontrati lungo il cammino. 'Non ho avuto episodi maniacali da quando ho iniziato la psicoanalisi con un buon terapeuta', chiarisce. E aggiunge una riflessione netta: 'I farmaci sono solo metà della battaglia. Non esiste una formula universale, esiste solo un lavoro individuale, duro e costante'.
L'attore di 'Hellboy' si spinge oltre, descrivendo in modo lucido e crudo cosa significhino per lui gli episodi maniacali. 'Il pensiero diventa disordinato e caotico. Cose prive di significato iniziano ad averne. Nomi, numeri e colori assumono un simbolismo distorto'. Alla base, racconta, c'è 'un narcisismo fondamentale' che porta a sentirsi il centro di tutto, 'nel bene e nel male'. Ogni episodio, spiega, è legato a fissazioni specifiche del periodo, pur condividendo tratti comuni.
Separatosi dall'ex moglie Lily Allen nel febbraio 2025, Harbour guarda oggi al proprio percorso con maggiore consapevolezza. E sente il bisogno di parlare non solo di sé, ma agli altri. 'Volevo che la gente sapesse che, anche se oggi sto vivendo i miei sogni, non è sempre stato così', dice. Il suo pensiero va a chi convive con la malattia mentale e a chi li ama: genitori, familiari, amici. 'Volevo parlare a loro, a chi soffre e a chi sta accanto a chi soffre'.