'Altro che coatto, sono uno snob'.

Claudio Amendola ribalta così, con una frase secca e ironica rilasciata al Corriere della Sera, uno dei cliché più longevi del cinema italiano. A 60 anni, l’attore romano non sente il bisogno di smussare gli angoli: preferisce chiarire. E farlo subito.

Il punto di partenza è sempre lo stesso: la linea che separa il lavoro dalla vita privata. 'Non metterei mai alla berlina le persone care', dice, spiegando perché la famiglia resti fuori dalla narrazione pubblica. Un principio che attraversa anche 'Fuori la verità', il film in cui il tema dell’esposizione diventa centrale. Ma Amendola non ha dubbi: il cinema può osare, gli affetti no.

Sul set interpreta spesso personaggi ruvidi, popolari, istintivi. Nella vita quotidiana, racconta, è l’opposto. Cresciuto in un ambiente dove musica, libri e curiosità culturale erano la norma, rivendica un’educazione che lo ha aiutato a non confondere la notorietà con l’identità personale.

Tra i riferimenti più forti c’è il padre Ferruccio Amendola, storica voce del doppiaggio italiano, ricordato come uomo ironico e leggero, capace di trasformare il mestiere in gioco.

Sul piano privato, parla con rispetto della lunga relazione con Francesca Neri, definita 'un grande amore', da cui è nato il figlio Rocco. Anche il ruolo di nonno, arrivato presto, viene raccontato con autoironia.

Intanto il lavoro continua: a marzo Amendola tornerà dietro la macchina da presa per la nuova stagione de 'I Cesaroni', tra i comeback più attesi del 2026.

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